Vesuvio Pride 2026, migliaia attraversano Portici: «Questo è il mio World Pride»

Il 5 settembre la settima edizione del Vesuvio Pride ha portato in strada persone di ogni generazione. Il sindaco Teodonno in testa al corteo, Imma Battaglia emozionata nella sua città natale. Dopo gli striscioni omofobi, la manifestazione rilancia la richiesta di diritti e impegni concreti alle istituzioni.

PORTICI (Napoli) – Il Vesuvio Pride ha attraversato Portici sabato 5 settembre 2026, trasformando le strade della città in uno spazio di rivendicazione, partecipazione e festa. Secondo il resoconto diffuso dagli organizzatori attraverso Radio Pride, migliaia di persone hanno preso parte alla settima edizione della manifestazione, nonostante il caldo intenso e il clima di ostilità segnato dalla comparsa di striscioni omofobi nelle ore precedenti.

Il corteo, accompagnato dal claim “Diritti come un treno”, è partito dal Parco a Mare e ha attraversato corso Garibaldi e piazza San Ciro, raggiungendo corso Umberto, dove si sono svolti gli interventi e gli spettacoli conclusivi. La partecipazione ha coinvolto generazioni diverse, dalle famiglie con bambini alle persone anziane, con cittadini affacciati ai balconi lungo il percorso. Non è disponibile una stima numerica indipendente o un conteggio ufficiale preciso delle presenze.

Il sindaco in corteo e il ruolo delle istituzioni

Ad aprire la manifestazione, insieme alle associazioni, è stato il sindaco di Portici Claudio Teodonno, con la fascia tricolore. Al suo fianco erano presenti amministratori dei comuni limitrofi e il consigliere Cirillo in rappresentanza della Città Metropolitana di Napoli.

La presenza istituzionale assume un rilievo particolare in una manifestazione organizzata fuori dal capoluogo. Il Vesuvio Pride rivendica infatti la possibilità di costruire spazi di visibilità e tutela delle persone LGBTQIA+ anche nei comuni dell’area vesuviana, portando il confronto sui diritti direttamente nei territori e nelle amministrazioni locali.

L’assessora alle Pari Opportunità Florinda Verde, intervenuta prima degli spettacoli, ha ringraziato le associazioni e la cittadinanza, spiegando che il Pride rappresenta soltanto l’inizio di un percorso più lungo di tutela e difesa dei diritti. L’assessora ha richiamato il lavoro avviato con l’amministrazione Cuomo e la volontà di proseguirlo al fianco del sindaco Teodonno. Al momento, tuttavia, non sono stati resi noti provvedimenti specifici, scadenze o iniziative amministrative definite.

Imma Battaglia: «Per me questo è il mio World Pride»

Tra i momenti più significativi della giornata, il ritorno a Portici di Imma Battaglia, madrina dell’evento, accompagnata dalla compagna Eva Grimaldi. L’attivista, tra le figure storiche del movimento LGBTQIA+ italiano e ideatrice del World Pride di Roma del 2000, ha ricordato il legame personale con la città in cui è nata.

«Per me questo è il mio World Pride», ha dichiarato dal palco, indicando il liceo frequentato durante la giovinezza. Battaglia ha espresso l’emozione di tornare nei luoghi della propria infanzia e di partecipare al primo Pride ospitato da Portici, attribuendo alla giornata un significato personale e collettivo. Il suo intervento ha inoltre ribadito la volontà di contrastare l’odio e le posizioni politiche ostili ai diritti.

Il riferimento al World Pride non è stato soltanto celebrativo: nelle parole dell’attivista, la dimensione locale della manifestazione ha assunto un valore simbolico paragonabile a quello dei grandi appuntamenti internazionali, perché capace di rendere visibile un cambiamento nella propria città d’origine.

La risposta agli striscioni omofobi

La manifestazione si è svolta dopo che, nella mattina del 5 settembre, erano comparsi a Portici diversi striscioni omofobi. Secondo la cronaca del Corriere del Mezzogiorno, i materiali recavano la firma di una sedicente “Brigata Röhm” e sono stati sequestrati dagli investigatori nell’ambito degli accertamenti per individuare gli autori.

Pride Vesuvio ha riferito che l’amministrazione comunale ha condannato l’episodio, denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine e provveduto alla rimozione degli striscioni. L’organizzazione ha inoltre segnalato insulti sui social rivolti a un video con Imma Battaglia ed Eva Grimaldi. Non risultano, dalle fonti consultate, sviluppi conclusivi delle indagini o identificazioni degli autori.

Il presidente dell’associazione Pride Vesuvio, Danilo Beniamino Di Leo, ha inquadrato la manifestazione come risposta politica a un clima più ampio di ostilità verso i diritti. Dal palco ha parlato di un’onda Pride necessaria per contrastare quella che ha definito un’“onda nera” presente in Italia, in Europa e nel mondo. Si tratta della valutazione politica dell’organizzazione, che collega la mobilitazione locale alle battaglie nazionali e internazionali contro le discriminazioni.

“Diritti come un treno”: il significato della settima edizione

Il claim scelto per il 2026 richiama la storia ferroviaria del territorio: Portici è legata alla Napoli-Portici, inaugurata nel 1839 e prima linea ferroviaria realizzata nella penisola italiana. L’immagine del treno è stata utilizzata dagli organizzatori come metafora di un avanzamento dei diritti che non dovrebbe arrestarsi.

Alla vigilia del corteo, Di Leo aveva richiamato il confronto tra l’Italia e altri Paesi europei sul matrimonio egualitario, oltre ai temi della violenza di genere e dell’educazione sessuale e affettiva. La manifestazione ha quindi intrecciato le richieste LGBTQIA+ con una piattaforma più ampia di libertà, parità e contrasto alle discriminazioni.

La serata conclusiva ha dato spazio anche alla cultura e allo spettacolo, con lo Star Show diretto da Susy Mennella, un omaggio a Ciro Ciretta Cascina, le esibizioni di Ebbanesis e Ars Nova, un drag show e un dj set finale.

Dopo la piazza, la sfida degli impegni concreti

Il risultato del 5 settembre completa il percorso di avvicinamento al Vesuvio Pride, già segnato dal dibattito sul rinvio, dal programma e dalle tensioni precedenti alla parata. La novità è la partecipazione effettiva: una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, ha portato migliaia di persone in strada e ha visto il coinvolgimento diretto delle istituzioni.

Il significato politico della giornata non dipende soltanto dal numero dei partecipanti. La presenza del sindaco con la fascia tricolore e l’annuncio di un percorso amministrativo successivo indicano una disponibilità istituzionale che dovrà essere valutata alla luce delle decisioni future. Perché il Pride produca effetti duraturi, la visibilità pubblica dovrà tradursi in iniziative verificabili: servizi, politiche antidiscriminatorie, formazione e strumenti di sostegno alle persone LGBTQIA+.

Portici ha vissuto una giornata di orgoglio collettivo. La misura del cambiamento, nei prossimi mesi, sarà anche la capacità di trasformare quella partecipazione in diritti e tutele accessibili nella vita quotidiana.

Fonti

  • Radio Pride, resoconto del 6 settembre 2026: https://www.radiopride.lgbt/un-fiume-arcobaleno-attraversa-portici-per-la-settima-edizione-del-vesuvio-pride/
  • Pride Vesuvio, percorso ufficiale del corteo: https://www.pridevesuvio.it/2026/09/05/5-settembre-portici-il-percorso-del-corteo-del-vesuvio-pride-2026/
  • Pride Vesuvio, comunicato sulla manifestazione e sul claim: https://www.pridevesuvio.it/2026/09/05/vesuvio-pride-il-popolo-arcobaleno-sfida-vannacci-e-valditara-sabato-5-settembre-a-portici/
  • Pride Vesuvio, comunicato sugli striscioni omofobi: https://www.pridevesuvio.it/2026/09/05/risveglio-choc-a-portici-striscioni-omofobi-contro-il-vesuvio-pride/
  • Corriere del Mezzogiorno, cronaca del 5 settembre 2026 sugli striscioni omofobi.

 

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