Dal 10 al 13 settembre 2026 Piacenza ospiterà la quinta edizione di Femme Fest, quattro giorni di incontri, musica, laboratori e pratiche collettive distribuiti tra Spazio4, Coop Infrangibile, Rathaus e BookBank. Il festival, a ingresso gratuito, torna a proporsi come uno spazio culturale e politico contro la violenza di genere, ma anche come un laboratorio di nuovi immaginari: non solo denuncia, dunque, ma produzione di discorsi, relazioni e linguaggi capaci di mettere in discussione stereotipi, gerarchie e invisibilità.
L’aspetto più interessante dell’edizione 2026 è il modo in cui il cartellone intreccia femminismo, transfemminismo e intersezionalità con temi che spesso restano ai margini del dibattito pubblico: disabilità, neurodivergenze, rappresentazione, consenso, educazione sessuale, lavoro culturale e accesso alla narrazione. È una scelta che parla anche al pubblico di LGBT World, perché affronta la disparità di genere non come fenomeno isolato, ma come sistema che si intreccia con abilismo, norme sui corpi e esclusione simbolica.
L’apertura, giovedì 10 settembre alla Coop Infrangibile, mette subito a fuoco questo orizzonte. Il talk “Corpi dimenticati: donne con disabilità e neurodivergenze nella società odierna”, con Alice Tampalini e Sofia Gottardi, affronta una doppia marginalizzazione ancora poco nominata: quella vissuta da donne che subiscono contemporaneamente gli effetti del sessismo e della disabilità o neurodivergenza. Il cuore del confronto sarà il rapporto tra visibilità, rappresentazione e spazio pubblico, con una domanda di fondo che riguarda media, cultura e spettacolo: chi resta fuori dall’inquadratura quando si raccontano i corpi e i diritti? In serata, il live di Yung Paninaru e Anafem legherà ricerca artistica, identità e impegno sociale.
Venerdì 11 settembre, a Spazio4, il festival si sposterà sul terreno del lavoro e della produzione culturale. Il talk “Tra impresa e creatività: uno sguardo di genere per valorizzare e raccontare il mondo del lavoro femminile” riunirà Letizia Chiappini, Jacopo Veneziani ed Ella Marciello per discutere delle disuguaglianze che ancora incidono sul riconoscimento del lavoro delle donne e sulla loro visibilità nei settori creativi. In un momento in cui il dibattito pubblico celebra spesso il merito in astratto, Femme Fest rimette al centro una questione molto concreta: il talento non viene riconosciuto nello stesso modo a tutte e tutti, e la rappresentazione culturale continua a riflettere rapporti di potere persistenti. La serata proseguirà poi con concerti e dj set, mantenendo il legame tra approfondimento e dimensione collettiva.
La giornata di sabato 12 settembre è forse la più chiaramente costruita come esperienza di città. Si parte da Rathaus con un momento conviviale e un laboratorio creativo, per arrivare alla biciclettata femminista del pomeriggio, accompagnata dal Coro Infrangibile, con tappa a BookBank, dove la compagnia Kabukista proporrà letture teatrali a tema. È un formato interessante perché trasforma il festival in pratica urbana e presenza visibile nello spazio pubblico. In serata, di nuovo a Spazio4, il talk “Sessualità e percezione: un dialogo di genere senza tabù” con Gabriele Facchini, Fabiana Rosa, Francesco Ferreri e Italy Needs Sex Education affronterà temi come consenso, comunicazione, piacere ed educazione sessuale: un passaggio centrale, soprattutto in un contesto italiano in cui questi argomenti sono spesso trattati in modo moralistico, emergenziale o semplicemente rimossi.
Domenica 13 settembre, ancora a Spazio4, il focus si sposterà sull’editoria indipendente e sul potere delle narrazioni. L’area espositiva dedicata a case editrici, fumettisti e illustratori indipendenti sarà accompagnata da workshop, attività creative e gruppi d’ascolto. Alle 16 il talk con BeccoGiallo, Le Plurali e Barbara Belzini di Edizioni LOW approfondirà il ruolo di libri, fumetti e albi illustrati nella costruzione di contro-narrazioni capaci di sfidare stereotipi e rapporti di potere. È un tema molto forte anche sul piano politico: chi pubblica, chi viene distribuito, chi riesce a entrare nei circuiti culturali dominanti, decide in larga parte quali vite risultino raccontabili e quali restino marginali.
Femme Fest resta dunque un festival locale solo nella geografia, non nell’ambizione. La sua forza sta proprio nel provare a tenere insieme piani che troppo spesso vengono separati: la lotta alla violenza di genere, la critica degli stereotipi sui corpi, il lavoro culturale, l’educazione affettiva e sessuale, la rappresentazione delle soggettività meno ascoltate. In questo senso la scelta di dedicare l’apertura alle donne con disabilità e neurodivergenze è particolarmente significativa: ricorda che non esiste emancipazione femminista reale se i corpi più invisibilizzati continuano a restare fuori dalla scena, dalle politiche e dal racconto pubblico.
Sul piano pratico, il Comune di Piacenza conferma che il festival è gratuito. Alcune attività collaterali, però, potrebbero richiedere prenotazione preventiva: i canali social del festival e di Spazio4 segnalano infatti iscrizioni necessarie per parte della programmazione domenicale e indicazioni operative anche per altre iniziative specifiche. Alla data della verifica non risultano invece dettagli pubblici completi, nel programma comunale, sui servizi di accessibilità sensoriale delle singole sedi. Per questo, prima di partecipare, conviene controllare gli aggiornamenti pubblicati dagli organizzatori.

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