Dalla memoria queer di Derek Jarman alle famiglie non convenzionali, dalle migrazioni alla disabilità: la ventesima edizione del Queer Lion attraversa alcune delle questioni più vive del cinema LGBTQIA+ contemporaneo.
Dodici lungometraggi provenienti dalle diverse sezioni della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia concorreranno al 20° Queer Lion Award, il riconoscimento dedicato alle opere con tematiche e personaggi LGBTQIA+ rilevanti.
La selezione, annunciata il 19 agosto, accompagnerà l’83ª Mostra del Cinema, in programma al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026. Il regolamento del Queer Lion ammette alla competizione i film di almeno 30 minuti nei quali temi e personaggi LGBT abbiano un ruolo significativo.
I dodici film del Queer Lion 2026
Ad aprire idealmente il percorso è I Plant My Hand in the Garden, di Boris Hadžija e Hoda Taheri. Ambientato a Berlino, racconta di Hoda, rifugiata iraniana incinta, e Boris, uomo gay queer serbo, che decidono di sposarsi e crescere insieme il bambino. Un racconto tra autobiografia e finzione che interroga i modelli tradizionali di amore, mascolinità, paternità e famiglia.
Tra i titoli più attesi figura Queer Edward II, documentario di Theo Rollason dedicato a Derek Jarman. Il film torna alla primavera del 1991, quando il regista britannico trasformò il suo Edward II in un gesto apertamente politico mentre nel Regno Unito le vite queer erano sotto attacco. Materiali inediti dal set diventano così il punto di partenza per riflettere sul potere, ma anche sul prezzo, della visibilità LGBTQIA+.
L’Italia è rappresentata da La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini, tratto dal libro di Nicola Lagioia sul caso dell’omicidio di Luca Varani. Il film, presentato nella sezione Orizzonti, attraversa una Roma segnata dalla solitudine e dalle contraddizioni, seguendo un giovane alla ricerca del proprio posto nel mondo.
In The Basics of Philosophy, Paul Schrader racconta invece la vita repressa del professor Jorissen, sconvolta dal ritorno di una persona legata a una trasgressione del passato. Colpa, desiderio e ossessione finiscono per trascinarlo verso una resa dei conti.
Tijuana, Todavía (Still, Tijuana) di Gabriel Gutierrez Morales mette in relazione due uomini attraverso una app di incontri: un giovane queer russo in fuga dalla guerra in Ucraina e un uomo gay di mezza età. Dietro le loro identità digitali emergono progressivamente l’esilio, la vulnerabilità e il peso del machismo.
Con London, dei brasiliani Victor Di Marco e Márcio Picoli, il Queer Lion incrocia anche il tema della disabilità. Il protagonista è un giovane uomo disabile che lavora come dominatore in un fetish club e che, davanti alla possibilità di ricevere una diagnosi capace di spiegare il funzionamento del proprio corpo, teme di essere ridotto a un’etichetta.
Desiderio, corpo e appartenenza
Salón de belleza, diretto da Nathalia Acevedo, trasforma un salone di bellezza gestito da un ex parrucchiere gay in un rifugio per persone ai margini. Realtà, ricordi e visioni si confondono in una storia che intreccia bellezza, morte e fragilità dell’esistenza.
Nel coming of age The Color of the Sun di Xavier Tera, invece, l’ultima estate prima del diploma diventa il tempo della scoperta sessuale per Kamei e Colin, due ragazzi il cui rapporto cresce tra amicizie, tradimenti e desiderio.
La guerra ritorna in Camouflage di Mykyta Gibalenko. Vitaly lascia l’Ucraina nel 2021 per trasferirsi a Monaco, dove trova un nuovo senso di appartenenza grazie a un gruppo teatrale. L’invasione russa e la fuga della madre e della sorella lo obbligano però a confrontarsi con la distanza fra la propria identità, la famiglia e il Paese d’origine.
Huangyan shenghuo (Big Little Things) di Michelle Zhou porta la questione queer dentro una famiglia cinese della classe media. Lei torna a casa per il Capodanno accompagnata da un uomo che deve fingersi il suo fidanzato; l’arrivo imprevisto della sua vera partner rompe l’equilibrio familiare e apre una crisi fatta di aspettative, intimità e identità.
Di tutt’altro tono è Peau d’homme (A Man’s Skin) di Léa Domenach, tra commedia e musical. Blanche, principessa promessa in matrimonio contro la propria volontà, può assumere un aspetto maschile grazie a una misteriosa pelle. Sotto mentite spoglie si avvicina al futuro marito e scopre un universo nel quale ruoli di genere, desiderio e libertà possono essere messi in discussione.
Chiude la selezione Lovers in the Blue Night di Anuparna Roy. Alla periferia di Mumbai si incontrano le vite di quattro migranti: un uomo gay sposato, sua moglie, un ladro e un protettore. Desiderio, sopravvivenza e bisogno di appartenenza diventano i fili di un racconto dedicato a persone sospese tra isolamento e ricerca di una comunità.
Venti edizioni di visibilità queer a Venezia
La ventesima edizione conferma la natura trasversale del Queer Lion: i dodici titoli non provengono infatti da una singola sezione, ma da Venice Open, Orizzonti, Biennale College Cinema, Giornate degli Autori e Settimana Internazionale della Critica.
È proprio questa capacità di attraversare l’intero programma veneziano a rendere il premio un osservatorio particolarmente significativo sul modo in cui il cinema contemporaneo racconta le persone LGBTQIA+.
Nel 2026 il quadro appare particolarmente ampio: famiglie queer e famiglie che faticano ad accettare la diversità, rifugiati e migrazioni, guerra, disabilità, identità di genere, repressione sessuale e memoria dell’attivismo. Temi differenti che condividono una domanda centrale: chi ha il diritto di essere visibile, desiderare e costruire liberamente la propria vita?
Una domanda che trova un simbolo anche nell’immagine ufficiale del ventesimo Queer Lion, realizzata da Joey Guidone: il Ponte di Rialto si trasforma in un arcobaleno riflesso sull’acqua veneziana, mentre una figura osserva e registra la scena. Una metafora del cinema come strumento capace di vedere, rivelare e rendere visibili le identità queer.
Informazioni
La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si svolgerà al Lido dal 2 al 12 settembre 2026. Il programma delle proiezioni per il pubblico è già online; i biglietti vengono venduti esclusivamente online fino a esaurimento dei posti. La Biennale ha inoltre annunciato una nuova disponibilità di biglietti a partire dalle 15:00 del 24 agosto 2026. Orari e disponibilità possono subire aggiornamenti e vanno quindi controllati sul programma ufficiale prima dell’acquisto.
Categoria: Cinema / Cultura queer / Diritti LGBTQIA+
Luogo: Lido di Venezia, Veneto
Date: 2–12 settembre 2026

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