“La nostra ultima estate”, dalla Puglia un cortometraggio LGBTQ+ sulla libertà di amare

Girato tra Bisceglie, Trani, Molfetta e Corato, il film di Giuseppe De Candia e Paolo Emilio Addario Chieco racconta l’incontro tra Alex e Tommaso, la scoperta di sé e un amore nato durante l’estate. Il cortometraggio è disponibile in streaming su WeShort.

Un incontro sul mare, un’estate destinata a finire e due ragazzi che, nel momento in cui stanno cercando di capire chi sono, scoprono che anche un sentimento può cambiare il modo di guardare a se stessi e al futuro.

È il cuore di “La nostra ultima estate”, cortometraggio italiano a tematica LGBTQ+ diretto da Giuseppe De Candia e Paolo Emilio Addario Chieco, girato in Puglia e oggi disponibile su WeShort.

Un piccolo progetto indipendente che sceglie di parlare di amore tra ragazzi senza trasformarlo necessariamente in un “caso”, ma inserendolo dentro un racconto più ampio di crescita, amicizia, desiderio e scoperta della propria identità.

Alex e Tommaso, un incontro che cambia un’estate

I protagonisti sono Alex e Tommaso, interpretati rispettivamente dallo stesso Giuseppe De Candia e da Riccardo Ubertini.

La presentazione del film parte da un incontro sul mare capace di modificare profondamente le vite dei due ragazzi. La loro relazione si sviluppa sullo sfondo di un’estate pugliese e attraversa quella fase della vita nella quale sentimenti, paure, sogni e identità sembrano ancora tutti da definire.

MYmovies, che inserisce il titolo nel proprio catalogo attraverso il canale WeShort, indica una durata di 29 minuti e descrive proprio l’incontro tra Tommaso e Alex come l’inizio di un percorso segnato dalla scoperta di sé e da una prova importante per il loro amore.

Il tema LGBTQ+ emerge quindi dalla storia stessa: non soltanto dalla presenza di una relazione tra due ragazzi, ma dal modo in cui il cortometraggio affronta l’orientamento affettivo, la vulnerabilità e quella ricerca di consapevolezza che accompagna molti percorsi di crescita.

Una lettura confermata anche dalle presentazioni successive all’uscita del film, che hanno definito “La nostra ultima estate” un racconto di formazione LGBTQ+, concentrato sulla scoperta della propria identità sessuale ed emotiva.

La Puglia non è soltanto uno sfondo

Una parte importante dell’identità del progetto è legata ai luoghi.

Le riprese sono state realizzate tra Bisceglie, Trani, Molfetta e Corato, trasformando il mare, le strade e i paesaggi pugliesi in parte integrante dell’atmosfera narrativa.

Il progetto ha inoltre ottenuto il patrocinio gratuito dei Comuni di Bisceglie e Trani. La lavorazione ha coinvolto una troupe composta da professionisti provenienti sia dalla Puglia sia da Roma.

Accanto a De Candia e Ubertini, nel cast figurano Michele Lattanzio, Manuela Boccanera, Flavio Bocola, Claudio Totino e Claudia Tatulli.

Per Paolo Emilio Addario Chieco, originario di Corato e residente a Roma, il progetto ha rappresentato anche un ritorno alle proprie radici. Durante le riprese il regista aveva spiegato di considerare il lavoro in Puglia un modo per raccontare la propria terra attraverso uno sguardo giovane e contemporaneo.

Ed è forse proprio questo legame fra territorio e identità uno degli aspetti più interessanti dell’opera: una storia queer italiana che non ha bisogno di essere ambientata necessariamente nelle grandi metropoli per trovare spazio e riconoscibilità.

Dalla prima al Cinema Politeama allo streaming

“La nostra ultima estate” è arrivato sul grande schermo il 18 giugno 2026, quando la Sala A del Cinema Politeama di Bisceglie ha ospitato la prima assoluta del cortometraggio nell’ambito dell’iniziativa dedicata al sostegno delle giovani produzioni artistiche del territorio.

Pochi giorni dopo, dal 22 giugno, il film è entrato nella distribuzione digitale di WeShort come titolo WeShort Original.

Il cortometraggio è stato successivamente proposto anche da ComingSoon nell’ambito della collaborazione editoriale con WeShort, significativamente presentato proprio alla conclusione del mese del Pride come una storia d’amore da vedere gratuitamente.

Una distribuzione che offre al progetto una possibilità importante: uscire dalla dimensione esclusivamente territoriale e raggiungere un pubblico molto più ampio.

Raccontare l’amore queer anche attraverso la normalità

Nel cinema LGBTQ+ la rappresentazione della discriminazione, dell’omofobia e della violenza continua a essere indispensabile, perché quelle esperienze fanno ancora parte della vita di moltissime persone.

Ma la rappresentazione non può esaurirsi nel trauma.

Esiste altrettanto bisogno di storie nelle quali persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender possano innamorarsi, sbagliare, desiderare, avere paura di perdere qualcuno o semplicemente vivere un’estate capace di lasciare un segno.

Da questo punto di vista, “La nostra ultima estate” si inserisce in una direzione interessante: l’amore tra due ragazzi non viene utilizzato soltanto come terreno di conflitto sociale, ma come esperienza sentimentale e formativa.

È una distinzione importante.

Rendere visibile una relazione queer significa infatti anche permetterle di possedere quella complessità narrativa da sempre concessa alle storie eterosessuali: tenerezza, nostalgia, fragilità, desiderio, errori, speranze e possibilità di perdersi.

Non significa ignorare l’omofobia o le difficoltà che ancora attraversano la vita delle persone LGBTQ+. Significa rifiutare l’idea secondo cui un personaggio queer debba esistere sullo schermo soltanto quando la sua storia serve a raccontare discriminazione e sofferenza.

Un cortometraggio nato dal territorio che cerca un pubblico più grande

Il percorso di “La nostra ultima estate” racconta anche qualcosa del cinema indipendente italiano: produzioni relativamente piccole possono trovare nuove strade di distribuzione e costruire il proprio pubblico grazie alle piattaforme dedicate al cortometraggio e al passaparola.

La stessa scelta dei registi di promuovere direttamente il film all’interno della comunità LGBTQ+ mostra la volontà di farlo incontrare soprattutto con chi può riconoscersi nei sentimenti e nei percorsi raccontati.

E in un panorama audiovisivo nel quale le storie queer italiane continuano ad avere bisogno di spazi, sostenere la loro circolazione significa anche contribuire a rendere più ampia e plurale la rappresentazione.

Perché la libertà di amare passa certamente attraverso diritti e leggi, ma anche attraverso qualcosa di apparentemente più semplice: potersi vedere raccontati.

“La nostra ultima estate” è disponibile online su WeShort.

Visione del cortometraggio:
https://weshort.com/video?w=61765

 

 

 

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