Dall’11 al 14 settembre torna al Centro delle Donne di Bologna il festival dedicato alle produzioni editoriali femministe, tra carta e digitale. La sesta edizione avrà come filo conduttore “Un desiderio ardente”.
Quattro giorni per esplorare il femminismo contemporaneo attraverso libri, scritture, produzioni digitali, incontri e pratiche condivise. Dall’11 al 14 settembre 2026 torna a Bologna Flush Festival di editoria femminista, giunto alla sua sesta edizione.
L’appuntamento sarà ospitato dal Centro delle Donne, in via del Piombo 7, con ingresso gratuito, e porterà quest’anno il titolo “Un desiderio ardente”. Un tema che mette al centro il desiderio di libertà, relazione e scrittura come forza capace di alimentare immaginazione politica e trasformazione collettiva.
L’editoria come spazio politico
Flush nasce per immergersi nelle produzioni editoriali del femminismo contemporaneo, guardando sia alle pubblicazioni cartacee sia ai progetti nativi digitali.
Una scelta che consente al festival di interrogare non soltanto cosa viene raccontato, ma anche come cambiano i linguaggi attraverso cui femminismi, corpi, relazioni ed esperienze trovano rappresentazione.
L’editoria diventa così qualcosa di più di un mezzo di diffusione: può essere uno spazio nel quale costruire nuove narrazioni, mettere in discussione quelle dominanti e immaginare possibilità ancora non pienamente rappresentate nel dibattito pubblico.
Secondo la presentazione ufficiale, Flush vuole essere infatti un luogo di incontro e riflessione sulle molte forme con cui i femminismi si esprimono oggi, intrecciando differenti linguaggi e pratiche.
“Un desiderio ardente”
Il titolo scelto per l’edizione 2026 sposta lo sguardo sul desiderio come possibilità di trasformazione.
Libertà, relazione e scrittura vengono messe in dialogo come elementi di un processo capace di generare nuove narrazioni e aprire nuove possibilità. Il desiderio, in questa prospettiva, non rimane confinato alla dimensione individuale: diventa anche una tensione verso un cambiamento condiviso.
È un approccio che può dialogare direttamente con molte esperienze LGBTQIA+, per le quali il desiderio ha rappresentato storicamente tanto un terreno di controllo sociale quanto uno spazio di autodeterminazione, scoperta e costruzione di nuove forme di relazione.
Proprio l’incontro tra libertà personale e immaginazione collettiva rende Flush interessante anche oltre i confini strettamente editoriali.
Carta, digitale e nuove narrazioni
Uno degli elementi caratterizzanti del festival è l’attenzione contemporanea a editoria tradizionale e produzioni native digitali.
Blog, piattaforme, progetti multimediali e nuove forme della comunicazione online hanno trasformato profondamente il modo in cui idee e pratiche femministe circolano. Allo stesso tempo, libri, riviste e pubblicazioni indipendenti continuano a essere strumenti fondamentali per costruire memoria, approfondimento e confronto.
Guardare insieme a questi due mondi significa quindi osservare il modo in cui la cultura femminista cambia senza perdere il rapporto con la propria storia.
Per LGBT World è anche un’occasione per seguire da vicino i linguaggi attraverso cui vengono oggi raccontati corpi, identità, desiderio, relazioni e trasformazioni sociali, temi che attraversano continuamente sia la cultura femminista sia quella queer.
Non solo incontri
La programmazione annunciata comprende incontri, laboratori e visite guidate, confermando una struttura che punta sulla partecipazione e non soltanto sull’ascolto.
Il programma completo, tuttavia, al momento risulta ancora in fase di definizione. Orari, capienza dei singoli appuntamenti ed eventuali modalità di prenotazione per laboratori e visite dovranno quindi essere verificati attraverso i canali ufficiali prima di partecipare.
Una rete culturale radicata a Bologna
Flush Festival è un progetto di Orlando APS, realizzato in collaborazione con la Libreria delle Donne di Bologna.
L’edizione 2026 rientra inoltre in Bologna Estate, il cartellone promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana, e nel Patto per la lettura Bologna. Il festival riceve il contributo della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna ed è patrocinato dall’Università di Bologna.
Una rete che racconta anche il forte radicamento cittadino di un evento capace di mettere in relazione associazionismo, istituzioni culturali, editoria e spazi femministi.
Perché Flush interessa anche il mondo LGBTQIA+
Nel dibattito contemporaneo, femminismi e culture LGBTQIA+ condividono numerosi terreni di confronto: dall’autodeterminazione dei corpi alla rappresentazione, dalla libertà delle relazioni alla possibilità di produrre linguaggi che sappiano raccontare vite ed esperienze fuori dalle norme dominanti.
Flush offre quindi uno spazio interessante per osservare quali storie stanno emergendo, chi le sta scrivendo e quali strumenti vengono utilizzati per farle circolare.
In questo senso, “Un desiderio ardente” può essere letto anche come un invito a non limitarsi a descrivere il mondo esistente, ma a usare cultura, scrittura e relazione per immaginare ciò che ancora non c’è.
Informazioni utili
Flush Festival di editoria femminista 2026 – Un desiderio ardente
Date: 11–14 settembre 2026
Luogo: Centro delle Donne, via del Piombo 7, Bologna
Ingresso: gratuito
Organizzazione: Orlando APS, in collaborazione con Libreria delle Donne di Bologna
Programma: in fase di definizione; prima della partecipazione è consigliato verificare orari ed eventuali prenotazioni sui canali ufficiali.

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